| Rimini
Medievale
Piazza Cavour |
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I monumenti del XIII-XIV sec. sono quasi tutti localizzati intorno a piazza Cavour, raggiungibile dal mare con gli autobus di linea (fermata in piazza Tre Martiri). Piazza Cavour, chiamata un tempo piazza del Comune o della Fontana, era il centro della vita cittadina. Su di essa si affacciano il Palazzo dell'Arengo e quello del Podestà. |
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Il primo eretto nel 1204, sotto il podestà Modio dei Carbonesi, conserva due grandi affreschi: il Giudizio Universale e un'Ultima Cena, attribuiti al "Maestro dell'Arengo" della scuola trecentesca. Il Palazzo del Podestà risale al 1330, ma è stato restaurato nel 1919-24. Altro edificio medievale è la cattedrale di Santa Colomba, di cui rimane il largo campanile del XII-XIII secolo. Recenti ritrovamenti hanno messo in luce il tracciato della cattedrale e resti di capitelli che sono visitabili su richiesta al Museo della Città che organizza visite guidate. Capolavori della scuola pittorica del Trecento riminese sono all'interno del Museo della Città. |
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Rimini nel Cinquecento fu al centro dell'interesse di Cesare Borgia e del suo "dilectissimo architetto et ingegnere" Leonardo da Vinci. Ne è testimonianza l'iscrizione nella fontana della Pigna in piazza Cavour, che ricorda il gaudio che provò Leonardo nell'ascoltare la caduta dell'acqua dalle 15 cannelle. Questo monumento venne costruito nel 1543 da Giovanni da Carrara. Molto più antico è il tamburo che sostiene la Pigna, risalente all'epoca romana. |
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Castello Malatestiano |
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Il Castello sorge in piazza Malatesta e rappresenta uno dei monumenti più significativi della città. Quel che rimane oggi, purtroppo, non è che una piccola parte della grandiosa reggia fortificata voluta e progettata dallo stesso Sigismondo Pandolfo Malatesta a testimonianza del suo potere e prestigio. | ||||
| Situato in un punto
d'importanza strategica per la difesa della città - qui passava la cinta muraria
della città romana - la sua costruzione ebbe inizio nel 1437 ampliando strutture
già esistenti e costruendone di nuove; si potevano contare 160 finestre, sei
alte torri ed era circondato, come tutti i castelli del tempo, da un profondo
fossato con quattro ponti levatoi, occupando un'area di circa tremila metri
quadrati! L'interno disponeva di ampi e lussuosi ambienti dalle più strane
denominazioni (come "La Camera della Lumaca" e "La Stanza del Grillo") dove
vivevano Sigismondo e la sua divina Isotta. La fortezza rappresentava visivamente la potenza e la forza dei Malatesta all'apice del loro potere ma, già sotto il governo Pontificio, l'edificio subiva varie trasformazioni e riadattamenti; vennero parzialmente demolite le mura, scomparvero le torri, la cinta esterna ed il fossato e ciò che rimase venne adattato a carcere. Attualmente solo una piccola parte dell'edificio è sopravvissuta alle distruzioni dei secoli ma dell'antica costruzione testimoniano ancora la medaglia in bronzo di Mattteo de' Pasti e l'affresco di Piero della Francesca custodito nella Cappella delle Reliquie, all'interno del Tempio Malatestiano. |
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| Il Tempio Malatestiano | |||||
| Il Tempio Malatestiano (in via IV Novembre) è l'esempio principe di architettura rinascimentale. L'esterno è opera di Leon Battista Alberti (XV sec.); l'interno fu rinnovato da Matteo de' Pasti. All'interno si possono ammirare il Crocifisso di Giotto, gli affreschi di Piero della Francesca, i bassorilievi di Agostino di Duccio. | |||||
| Durante i bombardamenti del 1943 il Tempio ha subito gravi danni ed il suo primo restauro è stato compiuto nel 1950. Attualmente sono stati restaurati sia l'interno che l'esterno, ed è stato innalzato al rango di Basilica Minore. | |||||
| Le Chiese e gli altri monumenti | |||||
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Ha le sue radici nel cuore di Rimini, l'attuale piazza Tre Martiri (raggiungibile dal mare con gli autobus di linea), in cui si trova il Tempietto di Sant'Antonio (1675-78). A forma ottagonale, contornato da colonne e rivestito di marmi, fu eretto a memoria del miracolo della mula operata dal Santo in questo luogo. | ||||
| Da notare è la Torre dell'orologio (1547) con il porticato che
forma il lato orientale della piazza. Vi è poi Palazzo Gambalunga, nell'omonima via, sede della biblioteca civica che conserva preziosi codici antichi. Poco distante è la chiesa del Suffragio (piazza Ferrari), una delle chiese più importanti del settecento riminese. Fu costruita dai Gesuiti su modello della chiesa romana del Gesù. Accanto ad essa sorgeva il convento dei Gesuiti, poi trasformato in ospedale civile ed ora in Museo della città. Al '700 appartiene anche l'attuale piazza Cavour e il palazzo Garampi, sede del sindaco. In mezzo alla piazza troneggia la statua di Paolo V, unica scultura del '600 di un certo valore. Sotto la repubblica Cisalpina i riminesi temettero che venisse abbattuta dai francesi. Venne così tagliata la tiara sostituendola con la mitra e Paolo V fu trasformato in San Gaudenzo, patrono della città. In via Cairoli sorge la chiesa di Sant'Agostino, rinomata per gli affreschi della scuola del Trecento riminese, per l'architettura e le decorazioni barocche. Recentemente restaurata, ha l'abside affrescata con dipinti dei maestri del Trecento, tra cui il miniatore Neri e i pittori Giuliano e Giovanni da Rimini. Vi si possono ammirare: una presentazione della Vergine al Tempio, una Dormitio, la Maestà e alcune storie di San Giovanni evangelista. C'è poi un altro capolavoro della scuola riminese del Trecento: un grande crocifisso, attribuito al Maestro dell'Arengo. Per via Sigismondo e via Bertola si può raggiungere la chiesa di San Bernardino, una delle opere settecentesche meglio conservate, opera di Giovan Francesco Buonamici. In corso d'Augusto è stata eretta la chiesa dei Servi (Santa Maria in Corte), decorata con gli stucchi raffinati ed eleganti di Antonio Trentanove. Del 1418 è la chiesa di San Fortunato, sul colle di Covignano, che col nome di Santa Maria in Scolca fu una ricca abbazia dei Benedettini Olivetani, costruita sui ruderi di un castello donato ai monaci di San Paolo eremita da Carlo Malatesta. Ristrutturazioni e cambiamenti seicenteschi non hanno cambiato il sostanziale impatto rinascimentale della chiesa, che custodisce dietro l'altare "L'Adorazione dei Magi" (1547), capolavoro di Giorgio Vasari. Proseguendo in corso d'Augusto ed oltrepassando il Ponte di Tiberio ci si ritrova nel Borgo San Giuliano, in cui sorge la chiesa omonima, le cui prime tracce risalgono ad un complesso abbaziale dei Benedettini (IX sec.). é stata poi completamente rifatta nel 1553 e recentemente restaurata. Custodisce le reliquie del martire Giuliano e vi sono conservati capolavori di Paolo Veronese (Il martirio di San Giuliano, i santi Lorenzo e Giorgio Giustiniani) e il polittico di Bittino da Faenza. Altro complesso di opere tardo-cinquecentesche è la chiesa dei santi Bartolomeo e Marino, meglio conosciuta come Santa Rita (in piazzale Gramsci). Oltre ad alcune tracce della sua antica origine (XII sec.) ed al bel chiostro (XV sec.) questa chiesa offre esempi tipici dell'arte manieristica a Rimini. |
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